GOURMET

Se c’è una specialità della quale noi italiani dovremmo andare fieri, è la carne di Kobe.
Ti stai chiedendo di cosa si tratta? Bene, sappi che se non l’hai ancora assaggiata devi irrimediabilmente correre ai ripari al più presto…

Si tratta infatti di uno tra i tagli di carne più pregiati al mondo e le sue cifre sono da capogiro: le quotazioni, in base al pregio del taglio scelto, possono andare dai 100 ai 1.000 € al kg. Ma che cos’avrà di così speciale?

Ebbene, la carne di Kobe viene allevata nella regione di Hyogo, a sud di Tokio, e fa parte del filone delle pregiatissime carni di Wagyu (letteralmente “bovino giapponese”) allevate nel paese del Sol Levante.

I capi scelti per produrre la carne di Kobe vengono allevati con un’alimentazione particolare a base di fieno e cereali pregiati e vengono cresciuti liberi, lontani da stress e “coccolati” con continui massaggi e cure.

La carne spopola per il suo sapore, dal gusto inestimabile, e per la sua composizione nutrizionale: i grassi sono presenti in quantitativi molto alti ma non si tratta mai di polinsaturi e quindi il colesterolo è salvo.

kobe-filetto-gourmet

Del fenomeno, in Italia, se ne occupa il dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Bologna. Preziosi capi di Wyagu vengono scelti ed accoppiati con cura, l’allevamento è poi importato direttamente dal Giappone e viene rispettato in ogni suo dettame (e in ogni sua stranezza!)

Famosa, per il suo allevamento, è anche la zona del lombardo con la sua Fondazione Ferrazzi e Cova, che seleziona all’incirca 200 capi l’anno… una tiratura limitatissima!

La carne di Kobe italiana è eccellente e viene utilizzata in una miriade di ristoranti esclusivi e beef house stellate, ma per gustare i tagli più costosi è necessario spostarsi verso la cucina di massimo livello e rivolgersi davvero ai ristoranti più prestigiosi del bel paese, per gustare tagli provenienti direttamente dalla terra del Sol Levante.

bistecca-kobe-griglia

Il taglio è talmente pregiato che riceve attenzioni sia mediatiche che di nicchia di ogni tipo: non sono rari gli eventi organizzati dai più famosi cuochi nostrani e le dimostrazioni di slow food alle quali è possibile assistere per gustarla in ogni sua salsa. Se le beef house la preferiscono cotta, possibilmente al sangue e ancora pregna di tutti i suoi prelibati succhi, gli chef stellati la preferiscono in versione cruda e la utilizzano per tartare, carpacci e deliziosi secondi piatti.

A Milano è possibile gustarla nel giapponese Yazawa di Brera e al Botinero di Gae Aulenti. Mentre a Roma spicca l’eccellenza del La Pampa, in Via Collatina Vecchia.

SEGUICI SU FACEBOOK:

Commenta

commenti