FASHION

Attesissimo come sempre dagli amanti dell’high luxury l’evento-sfilata dedicato all’alta moda di Dolce&Gabbana.

Questa volta, dopo aver fatto toccare e conoscere Napoli al mondo intero, i due stilisti nostrani hanno deciso di scegliere come sede dell’evento la bella Palermo ed in particolar modo Palazzo Gangi, che Visconti aveva scelto nel lontano 1963 per la celebre scena del ballo nella pellicola de Il Gattopardo…

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Dolce&Gabbana: tra arte barocca e innovazione

Inutile specificarlo, l’evento è stato seguitissimo sia dal vivo che in streaming e i capi che hanno sfilato lungo la passerella sono stati ben 120. Lusso, oro e luccichii che sono stati letteralmente “blindati” e resi accessibili solo per pochi eletti. Se solitamente era possibile osservare la sfilata all’aperto almeno da lontano, infatti, questa volta i due stilisti Dolce&Gabbana hanno preferito rendere il tutto ancora più privato e raccolto, impedendo a chiunque l’accesso alle aree limitrofe al catwalk, fatta eccezione per gli invitati.

Come sempre lo stile degli abiti e la loro qualità è stato accolto a pieni voti dalla critica e molti dei pezzi sono stati prenotati e acquistati direttamente all’evento stesso. Il legame con le tradizioni è sempre fortissimo ed il richiamo allo sfarzo barocco della Sicilia è sempre presente e vivo, e si unisce alla ricerca del lusso nelle rifiniture curate nei minimi dettagli e nella imprescindibilità del made in Italy di altissima qualità.

Il pezzo forte della serata è stato l’abito da ballo in stile ottocentesco (foto) indossato dalla modella d’onore Giulia Maenza, 17enne sicula dal fisico statuario che ha già incantato e catturato il benvolere di artisti della passerella come Donatella Versace ed Elie Saab.

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L’abito riportava a chiare lettere la scritta, a tutti noi ben nota, “Noi fummo i gattopardi, i leoni: chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene e le pecore; e tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli, iene e pecore, continueremo a crederci il sale della terra”. Un omaggio per nulla velato a quella che è la tradizione cinematografica e letteraria del Bel Paese e soprattutto alla cultura sicula, forte e radicata nel cuore dei due stilisti.

Insomma, Dolce&Gabbana colpisce ancora e ci dimostra, per l’ennesima volta, che la tradizione può fare da leva per esportare nel mondo quella che è l’immagine di un’Italia attenta alla qualità, allo stile e alla classe senza tempo…

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